Fiscalità

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La continua revisione dei trasferimenti agli Enti Locali, una crisi economica con importanti conseguenze sulle dinamiche sociali e una normativa soggetta a frequenti cambiamenti hanno impresso una brusca accelerazione alla necessità dei Comuni di gestire con la massima attenzione il tema della entrate. Dai servizi e dai software per la gestione delle entrate e per il governo del territorio ai progetti innovativi integrati con i sistemi gestionali già in uso presso gli Enti, le soluzioni tecnologicamente avanzate permettono di raggiungere tre obiettivi fondamentali: equità fiscale; centralità del cittadino, destinatario di servizi evoluti per la semplificazione degli adempimenti; pianificazione e controllo delle risorse.

Dove siamo

Riscossione coattiva Comune di Bologna
Guidare una Ferrari verso l’equità

Non in pista. Non in strada.

Verso un’idea. L’idea di una Pubblica Amministrazione imparziale e giusta che esercita le sue prerogative nell’interesse di tutti.
19 luglio 2018

Bologna è stata, tra le grandi città, una delle prime a decidere di passare all’esercizio diretto delle proprie attività di riscossione delle entrate. L’obiettivo annunciato, molto ambizioso, era il superamento della visione del recupero delle imposte e delle tasse comunali come vessazione per cittadini e imprese e l’approdo a una visione antica quanto la nostra civiltà: quella in cui versamenti dei contribuenti, di tutti i contribuenti, costituiscono la fonte essenziale per l’erogazione di servizi e per la realizzazione di opere e progetti che determinano la qualità della vita quotidiana dei cittadini. Di tutti i cittadini.

Una moderna Amministrazione non può permettere che sussistano volumi consistenti di mancati pagamenti, se non in casi di effettiva impossibilità a contribuire al sostentamento della vita pubblica. È una questione di giustizia. Pura e semplice giustizia. Chi non paga la TARI aggrava di costi chi la paga. Senza eccezioni. Senza se e senza ma. È una mera conseguenza dei semplici meccanismi che regolano l’entrata e la spesa per i servizi di igiene urbana. Costringere a pagare i disonesti (non bisogna aver paura di usare un termine brutto ma semanticamente corretto) serve a proteggere gli onesti.  E serve a fornire all’Ente pubblico, ossia a tutti coloro che vivono la Città, i mezzi per fornire servizi, per costruire opere, per manutenere il patrimonio di tutti e via dicendo.

Per raggiungere l’obiettivo, la Città si affidò nel 2012 a un partner privato (anche) per la gestione della riscossione coattiva: Municipia, uno dei più grandi player italiani nel settore della gestione delle entrate locali, che dell’obiettivo del Coune di Bologna ha fatto una delle sue mission aziendali. Affianchiamo Enti Locali per rendere l’innovazione anche strumento di avvicinamento ai cittadini e curiamo la riscossione coattiva, in proprio nelle concessioni e in supporto in tanti altri casi, al motto di flessibilità nel rigore e di amicizia nei doveri. Investiamo per offrire servizi migliori e avere cittadini più vicini e più sensibili alla tax compliance. E lavoriamo quindi per l’affermazione di un’idea: quella di una Pubblica Amministrazione imparziale e giusta che esercita le sue prerogative nell’interesse di tutti.

Da allora la riscossione coattiva ha portato nelle casse del Comune quasi 40 milioni di euro. Grazie alla semplificazione dei processi implementata e, soprattutto, grazie alla piattaforma informatica Ge.Ri. di Municipia e ai suoi moduli di riscossione intelligente in grado di guidare gli operatori passo passo nel complesso iter della riscossione coattiva e, allo stesso tempo, di fornire una chiara visione dei processi di riscossione, per singola somma e per singolo debitore oltre che complessiva su tutte le partite aperte. È così che si arriva a individuare un incallito collezionista di multe non pagate e, con pazienti ricerche, a individuare i beni che possono essere aggrediti per ottenere il pagamento del dovuto, la “nostra” Ferrari del titolo. E si tratta, ovviamente, di entrate che serviranno al Comune e, quindi, serviranno tutti i cittadini.

L’auto è stata sequestrata con pignoramento a un noto imprenditore che tra il 2010 e il 2016 è riuscito a collezionare oltre 2600 multe pensando di poterle non pagare fidando, probabilmente come per il passato, nell’inerzia della Pubblica Amministrazione. Non ha tenuto conto, però, dell’esercizio diretto della riscossione coattiva da parte del Comune di Bologna e non ha tenuto conto delle tecnologie e delle capacità, anche professionali, di Municipia. Non è stato semplice. Ci sono voluti 24 atti di riscossione tra ingiunzioni, comunicazioni, intimazioni, pignoramenti e fermi amministrativi per arrivare alla Ferrari e ad altri beni non facilmente individuabili (altre auto e altre entrate). Ma alla fine la Ferrari è stata guidata dove “giustizia” voleva che andasse.

Qui la storia narrata da Il Resto del Carlino.